Fiordaliso olio su tela cm 120x150
Fiordaliso olio su tela cm 120x150

La tela bianca mi si pone davanti piena di aspettative, anche se, non sempre ho ben chiaro come sarà alla fine il mio lavoro.  l’incontro per così dire predestinato con un magnifico giardino goriziano mi ha aperto la strada ad un nuovo ciclo di opere dedicate alla natura, ai paesaggi fisici e dell’anima che suggeriscono rimandi alla pittura dei grandi vedutisti inglesi Constable e Turner dai quali è partita la mia ricerca. Lavoro sia ad olio che ad acquerello, ma ora le opere sono indipendenti fra loro anche se l’una nutre l’altra. Se nell'acquerello ciò che conta è l’immediatezza della stesura del colore, nella pittura il lavorio delle mie pennellate sembra avere a che fare con una vera e propria forma geologica della pittura. L’intervento che si compie sia attraverso censura per sovrapposizione che mediante lavaggio dello strato precedente diventa un dialogo perpetuo fra me e l'opera che continua come fosse un respiro che lentamente si stabilizza fino ad un ideale stato di calma quando l’opera diventa efficace.

Ape Regina olio su tela cm 120x150
Ape Regina olio su tela cm 120x150

Una pittura più dinamica in queste ultime tele, vorrei dipingere il vento, il brusio della natura che cresce, matura e muore; là dove il colore rosso cadmio si arriccia, là dove si mescola al viola, venato di azzurro cobalto. La composizione si muove magmatica pare formarsi e dissolversi all'occhio, aggiungo l’ocra gialla buco la tela, violenta, incido l’innesto . E’ una natura mutante liquefatta, piovosa, allarmata per la privazione delle creature più devote:  le api.  

Selva luminosa olio su tela e collage cm 120x150
Selva luminosa olio su tela e collage cm 120x150

Più che il paesaggio naturale,mi ritrovo, attratta dai giardini, soprattutto in quelli diventati luogo simbolico di armonia e sospiro dove ritrovare l’intima comunione con la natura. Il giardino tutto potato, ordinato,finto mi dà un senso di artificioso, di costruito, mentre la meraviglia di piante cresciute una sull'altra, giustifica un lavoro sbilenco ma così interessante e meravigliosamente necessario per me. Ogni pennellata dà senso ad un'altra, in questo apparente groviglio vegetale non c’è spazio per la stratificazione pittorica, la pennellata sarà unica, decisa, appena dilavata. Era nell'aria il pretesto per iniziare un ciclo pittorico, nato dopo una festa di inizio estate nel giardino di una cara amica. Il suo giardino mi cattura per la sua vivacità, per la capacità di trasformarsi, per la sua imprevedibilità e delicatezza. Un giardino fecondo assai prossimo all'elemento femminile, quali bellezza, gioia e sensualità ma anche luogo di socializzazione. Con il capo adornato da una ghirlanda fra i capelli ho percepito una dimensione che non posso vedere se non esprimere sulla tela. *“ Giardini e anime si appartengono, costituiscono uno spazio segreto tra ciò che è chiaro e ciò che è oscuro, tra cultura e natura, tra coscienza e inconscio, tra spirito e corpo.” Non ho rappresentato la ghirlanda, ma un rito propiziatorio fra l’intrico di nocciole, campanelle, rosmarino e semplici fiori di campo, accompagnata via etere da un disco del barocco italiano,   *“ Il giardino dei sospiri” niente di più gradito e inaspettato al mio brulicante lavoro, la musica in ascolto dirige il pennello, dipingo sperdendomi  nel luogo simbolico di pace, di armonia e intima comunione con fare apparente sereno.

Nota dell’artista

*(Il giardino come spazio interiore” di Ruth Amman). Ortus conclusus

 

* (Il giardino dei sospiri) è un disco del barocco italiano eseguito dalla mezzo soprano Magdalena Kozena .

Cercherò la Dea della vita olio e collage su tela cm 100 x 100
Cercherò la Dea della vita olio e collage su tela cm 100 x 100