Collettiva Spazio espositivo EContemporary

L'utilità dell'inutile

Il giardino come spazio interiore

Sala Alberto del Bianco Comune di Staranzano

Riflessione

A pretesto ho preso il titolo, dell’omonimo libro scritto da Nuccio Ordine, che mi ha fatto riflettere sul mio lavoro di artista e insegnante presso l’associazione La Corte dell’Arte Spazio Alba Gurtner. Ho scoperto ben presto, che se non si comprende l’utilità dell’inutile e viceversa non si comprende l’arte. Risale al mio primo lavoro, quando giovanissima, ho fondato “ La Felce”,  cooperativa di ceramica a sfondo sociale. Lavorando assieme a  persone  diversamente abili, ho capito quanto l’inutile poteva essere utile sia a migliorare la qualità della loro vita ma anche a produrre ceramiche artistiche pronte alla vendita. Questo imprinting mi ha accompagnata in tutta la mia vita artistica, rendendomi conto di quanto con il mio  lavoro , perché a quel punto l’inutile si era legato all'utile, creavo bellezza, mettendo al centro la gioia di scoprire la meraviglia in un giardino, in un paesaggio e negli oggetti più comuni. Il bisogno di creare, di fare è come quello di respirare, impossibile per me farne a meno . Mi gratifica mettere in comune con gli altri le mie conoscenze, insegno ai miei allievi a disegnare , a dipingere a sperimentare  le varie tecniche, innescando quel circolo virtuoso di arricchimento reciproco. Allontanarsi dal tempo degli affanni e dall'altro da fare, soprattutto per le donne, sulla quale ricade il peso maggiore del quotidiano, diventa un’inutile prezioso utile per sé. Concentrarsi sul piacere del disegno e della pittura non è tempo inutile ma utile a ricaricare lo spirito, a sopportare ma anche a rivelare capacità sopite nell'affermare con soddisfazione: “ Però, mica male!”. Ho avuto le mie soddisfazioni nella consulenza per le tesi di laurea, nel preparare un book per entrare in accademia e addirittura per il concorso Gucci vinto proprio da un mio giovane allievo.

Ritornando al tema delle opere esposte l’incontro per così dire predestinato con un magnifico giardino goriziano che ho visitato alcuni anni fa non è stato un tempo inutile, anzi, la visione mi ha aperto la strada ad (1) un nuovo ciclo di opere dedicate alla natura, ai paesaggi fisici e dell’anima che suggeriscono rimandi alla pittura dei grandi vedutisti inglesi Constable e Turner dai quali è partita la mia ricerca. Lavoro sia ad olio che ad acquerello, ma ora le opere sono indipendenti fra loro anche se l’una nutre l’altra. Se nell'acquerello ciò che conta è l’immediatezza della stesura del colore,(2)  nella pittura il lavorio delle mie pennellate sembra avere a che fare con una vera e propria forma geologica della pittura. L’intervento che si compie sia attraverso censura per sovrapposizione che mediante lavaggio dello strato precedente diventa un dialogo perpetuo fra me e l'opera che continua come fosse un respiro che lentamente si stabilizza fino ad un ideale stato di calma quando l’opera diventa efficace.

 Il giardino è il luogo dove uomo e natura si incontrano, e a tal proposito mi sono  piaciuti molto due passi del libro di Nuccio Ordine:

Kakuzo Okakura nel descrivere il rituale del tè, aveva individuato nel piacere di raccogliere un fiore per regalarlo alla propria compagna il momento preciso in cui la specie umana si era elevata al di sopra degli animali. L’uomo fece il suo ingresso nel regno dell’arte !In un solo colpo, un doppio lusso: Il fiore (l’oggetto) e l’atto di raccoglierlo (il gesto) rappresentano entrambi l’inutile, mettendo in discussione il necessario e il profitto.

“Essere artisti – confessa Rainer Maria Rilke in un passaggio delle “Lettere ad un giovane poeta”- vuol dire non calcolare e contare ; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire”.

Più che rappresentare il giardino in questione, ho colto gli aspetti per me più emozionali, lavorando in assoluta libertà di azione.

Come in un atto di fede , da qualche parte arriverò, forse a rischio di non fare tutto quello che pensavo all'inizio, ma qualcosa di più bello. Amo la natura, poiché è un tesoro del quale dobbiamo essere grati e imparare a custodire, a difendere contro le logiche dell’utile immediato. Non voglio farmi paladina di un movimento, ma contribuire con il mio lavoro a sensibilizzare le coscienze, dipingo, questo è il mio mezzo. Non crescono giardini nei territori di guerra e nemmeno nelle periferie di tante megalopoli perché il giardino non è soltanto un piacere visivo,è un luogo di pace dove la vita può prosperare senza che nessuno la recida.

Una pittura più dinamica in queste ultime tele, vorrei dipingere il vento, il brusio della natura che cresce, matura e muore; là dove il colore rosso cadmio si arriccia, là dove si mescola al viola, venato di azzurro cobalto. La composizione si muove magmatica pare formarsi e dissolversi all’occhio, aggiungo l’ocra gialla buco la tela, violenta, incido l’innesto . E’ una natura mutante liquefatta, piovosa, allarmata per la privazione delle creature più devote:  le api. 

Più che il paesaggio naturale,mi ritrovo, attratta dai giardini, soprattutto in quelli diventati luogo simbolico di armonia e sospiro dove ritrovare l’intima comunione con la natura. Il giardino tutto potato, ordinato,finto mi dà un senso di artificioso, di costruito, mentre la meraviglia di piante cresciute una sull'altra, giustifica un lavoro sbilenco ma così interessante e meravigliosamente necessario per me. Ogni pennellata dà senso ad un'altra, in questo apparente groviglio vegetale non c’è spazio per la stratificazione pittorica, la pennellata sarà unica, decisa, appena dilavata. Era nell'aria il pretesto per iniziare un ciclo pittorico, nato dopo una festa di inizio estate nel giardino di una cara amica. Il suo giardino mi cattura per la sua vivacità, per la capacità di trasformarsi, per la sua imprevedibilità e delicatezza. Un giardino fecondo assai prossimo all'elemento femminile, quali bellezza, gioia e sensualità ma anche luogo di socializzazione. Con il capo adornato da una ghirlanda fra i capelli ho percepito una dimensione che non posso vedere se non esprimere sulla tela. *“ Giardini e anime si appartengono, costituiscono uno spazio segreto tra ciò che è chiaro e ciò che è oscuro, tra cultura e natura, tra coscienza e inconscio, tra spirito e corpo.” Non ho rappresentato la ghirlanda, ma un rito propiziatorio fra l’intrico di nocciole, campanelle, rosmarino e semplici fiori di campo, accompagnata via etere da un disco del barocco italiano,   (4)“ Il giardino dei sospiri” niente di più gradito e inaspettato al mio brulicante lavoro, la musica in ascolto dirige il pennello, dipingo sperdendomi  nel luogo simbolico di pace, di armonia e intima comunione con fare apparente sereno.

Di fatto tempeste e rasserenamenti accompagnano le nostre vite e a conclusione di questa breve riflessione l’allestimento della mostra ci induce a  riflettere sull'importanza del gesto artistico e ci chiede di riflettere sulla distruzione dell’armonia del nostro pianeta.

Marina Legovini

Nota dell’artista : Bibliografia

(Il giardino come spazio interiore di Ruth Amman). Ortus conclusus

 (Il giardino dei sospiri) è un disco del barocco italiano eseguito dalla mezzo soprano Magdalena Kozena

 ( L’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine )

Testi critici:

1) comunicazione stampa di Margherita Reguitti solo show “Vento d’Autunno “ 2017 LEG Antiqua

 

2) Testo critico di Alice Ginaldi solo show BSI 2013

Misli v Barvah - Pensieri a colori

Collettiva Kulturni center LoJze Bratuz Gorizia

International Watercolor Museum Fabriano may 3/7 2018

2017 "Laguna" acquerello su carta cm 38 x 56
2017 "Laguna" acquerello su carta cm 38 x 56

Opera selezionata in rappresentanza dell'Italia. Partecipanti 70 paesi da tutto il mondo con oltre 1.700 opere

"Le notti del mito" dal 12 al 22 dicembre 2017

Le Notti del Mito sono un evento collettivo dislocato in tutta Italia che coinvolge poesia, narrativa e pittura. L'obiettivo della prima edizione del Festival è fare un focus, nei diversi punti di vista, sul Mito nella sua accezione più ampia ponendo la domanda (fondamentale): quanto è necessario oggi il mito? Cosa significa mito oggi?

A Gorizia il progetto vorrebbe includere, in collaborazione con l'Associazione Prologoart, un discorso artistico da svolgersi con una mostra a tema da inaugurarsi il 12 dicembre verso le 19 nei locali dell'Associazione, e una lettura di poesie a cura della Samuele Editore che include diversi poeti del territorio e non solo.

 

"Ulisse il Mito" acquerello su carta arches cm 38 x 52
"Ulisse il Mito" acquerello su carta arches cm 38 x 52

 

 LOdissea e le avventure del protagonista Ulisse, sono ancora oggi fra i miti intramontabili, per la potenza degli eventi che possono essere riletti in chiave contemporanea . I classici si offrono continuamente, come oracoli, alle nostre domande, ed è ai classici che ricorriamo per individuare gli strumenti di rappresentazione – se non di soluzione - delle tematiche che appartengono al nostro vissuto di oggi: 

 Migrazioni e migranti, viaggiatori viandanti, guerrieri per costrizione e volere di chi divinità più non è.

 

 

Biennale Internazionale Donna 2017

"Burrasca 2" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42
"Burrasca 2" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42

“Biennale Internazionale Donna”: un'esposizione "al femminile" per rilanciare il Porto Vecchio Eventi a Trieste

Inaugurazione di gran rilievo sabato 25 novembre, alle ore 12, al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, per la “Biennale Internazionale Donna”, un'esposizione realizzata dall'Associazione culturale Porto Arte, sorta nel 2003 per promuovere il recupero della zona portuale dismessa, in coorganizzazione con il Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura, con il supporto di Italia Nostra e il contributo dell'Ufficio della Consigliera di Parità di Trieste.
Si tratta di dare continuità alla “Biennale Diffusa” del 2011, si propone di dare visibilità alle molteplici espressività e capacità femminili; creando inoltre una speciale occasione di incontro internazionale fra le culture dei vari Paesi partecipanti – in questa edizione limitati all'area europea, ma già dal prossimo anno puntando a estendersi agli altri continenti – e andando a “collocarsi” nel particolare contesto di archeologia industriale del Porto Vecchio, con ciò intendendo dare anche un significativo contributo al riuso e rivalorizzazione dell'area.

Ben 130 opere sono state selezionate da una qualificata Giuria, composta da Maria Campitelli, Vittoria Alliata di Valguarnera, Vanja Strukelj, Barbara Fornasir e Marija Tonkovic.

 

L'esposizione, con un allestimento curato dalla stessa arch. Barbara Fornasir, si svilupperà nelle sale site al primo e al secondo piano del Magazzino 26 e sarà articolata in tre sezioni rispettivamente dedicate all'artigianato e arti applicate (moda, abbigliamento, accessori, arredamento, tappezzerie, decorazioni, oggettistica ecc.), alle arti nel senso più “classico” (ovvero a tutte le espressioni artistiche comprese tra musica, canto, poesia, pittura, scultura, ma anche fotografia, video, installazioni e performances diverse …) e all'imprenditoria femminile.
Il tutto nel dichiarato intento di porre in evidenza la creatività femminile in tutte le sue manifestazioni e far risaltare la capacità e la bravura anche di giovani poco conosciute, nel contempo favorendo un ritorno ai mestieri artistici e artigianali.

Galleria Esdè Concorso internazionale di acquerello 2017

"Burrasca" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42 opera finalista
"Burrasca" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42 opera finalista

"Vento D'autunno" acquerelli solo show Leg Antiqua Gorizia 28 ottobre-26 novembre 2017

"Vento d'Autunno" acquerello su carta Arches cm 56 x 76
"Vento d'Autunno" acquerello su carta Arches cm 56 x 76

L’autunno in questi ultimi anni sta diventando la mia stagione preferita. Il tempo in cui tutto esplode con la sua ultima bellezza, come se la natura si fosse risparmiata tutto l’anno per il gran finale. Il bello di questa stagione è che, quando il mattino ci si sveglia la nebbia avvolge tutto lo spazio ma poco dopo, brutalmente, sembra ubriacarsi di sole. I colori esplodono e tutto un mondo prima verde, poi rosso e infine oro che ci propone questa stagione. E poi il cielo azzurro, azzurro ma anche grigio, e squarci di sole che rasserenano le giornate nelle lunghe passeggiate in riva al mare o in mezzo al bosco del Parco di Piuma o in quello maestoso di Ternovo.                                                                        Il mio mare è senza strade, i miei acquerelli senza spiegazioni se non quella suggestione d’animo inquieto e crepuscolare. Amo il mare, quando si esalta facendo roteare i gabbiani fra gli spruzzi in tutta la sua forza e bellezza. Amo il mare quando diventa torbido ai margini del cielo, si fa striscia d’un cupo impalpabile e lieve. All’orizzonte una grande nave, duemila passeggeri che credono di amare il mare da una balaustra. Poi, il riverbero del sole estivo mi conduce fra i rami del bosco che si fa più vaporoso e facile ad inaspettati incontri sl calar della sera. Un cervo appare nella sua maestosità e un ricordo mi affiora, mentre il cuore si riempie di questo dono inaspettato. Tempo fa ne parlavo con un amico a me molto caro, a proposito delle difficoltà del nostro lavoro di artisti. “Per Aspera ad Astra” dunque è il titolo che ho voluto dare a questo acquerello. E’ un fermo immagine ma anche un monito perché non ci sono scorciatoie e solo attraverso gli ostacoli si può aspirare a qualcosa di più alto, sino alle stelle.

"Amo i colori tempi di un anelito" preview Giardino Viatori 1 e 2 aprile.Inaugurazione 8 aprile Galleria Leg Antiqua 2017

2017 "Amo i colori tempi di un anelito" olio su tela cm 100 x 120
2017 "Amo i colori tempi di un anelito" olio su tela cm 100 x 120

Oltre una cinquantina gli acquerelli esposti accanto a olii su tela. Diverse le misure per racconti pittorici intimi guardando oltre l'orizzonte. Tutte le opere però puntano a ghermire e imprigionare i colori, le atmosfere, l’essenza di un istante di luce. Un risultato che oltre alla perizia dell'artista sublima il suo rapporto diretto con il il paesaggio, in un dialogo fra amina e essenza della natura.

Belli e intensi gli acquerelli dedicati al “Giardino Viatori”, intrecci di colori e di sfaccettature, innumerevoli e cangianti delle magnolie riflesse nell’acqua, definite con piccole pennellate poetiche in un'insieme variopinto e idilliaco, intimo e raccolto.

 

 

Dipingere l'essenza del luogo 4 novembre 2016 Galleria Leg Antiqua Gorizia

"Fioritura" olio su tela cm 100 x 120 anno 2016
"Fioritura" olio su tela cm 100 x 120 anno 2016

Marina Legovini ha iniziato a dipingere i paesaggi su tela, dopo una serie di acquerelli en plein air, lungo le sponde dell'Isonzo sloveno e del Bacia proseguendo nel Giardino Viatori e nella Laguna di Grado.

Si pensa che l’acquerello altro non è che lo scorrere del colore e dell’acqua sul foglio bianco. Ma vi è, tuttavia, un significato ben più profondo, nel gesto dell’artista che nel riflesso dimostra la capacità di cogliere l’essenza di quell’istante di luce.

Come il poeta interviene con le parole e ne fa poesia, gli acquerelli di Marina Legovini sono racconti pittorici intimi che guardano all'essenza del luogo.

Tutte le opere, puntano a ghermire e imprigionare i colori, le atmosfere, l'attimo di un istante di luce 

Un risultato che oltre alla perizia dell’artista, sublima il suo rapporto diretto con il paesaggio, in un dialogo fra anima e natura. Belli e intensi gli acquerelli dedicati al "Giardino Viatori", intrecci di colori e di sfaccettature,innumerevoli e cangianti delle magnolie riflesse nell'acqua, definite con piccole pennellate poetiche in un istante variopinto e idilliaco, intimo e raccolto.E' invece la forza della natura dei colori del Carso e della  "Laguna di Grado" che rende unici le finestre su un paesaggio di un territorio nel quale si fondono le tavolozze più ardite, intrise di rossi, verdi gialli e mille sfumature di blu del mare.

Fonte di ispirazione per uno scenario ricchissimo di colori in continuo mutamento, gli acquerelli sapientemente dosati, catturano lo spettatore invitandolo a scoprire nei dettagli la magia del colore.

A tratti l'acqua corre veloce per poi rallentare e, quasi a comando delinea arbusti e barene fra lo stridio degli uccelli in volo. Si fa lenta sulla battigia, dove i bagnanti sostano mollemente adagiati, oppure attenti al calar della marea, nel catturare qualche piccolo abitante del mare fra le conchiglie e le piume portate dal vento.

Magia e suggestione di panorami visti con gli occhi dell'arte.

 

Margherita Reguitti 

 

 

Canto Notturno del Viandante

2016 Lago di Cavazzo olio su tela cm 100 x 100
2016 Lago di Cavazzo olio su tela cm 100 x 100

 

L’Associazione culturale La Corte dell’Arte - Spazio Alba Gurtner con il patrocinio del Comune di Cormons propone una collettiva di artisti che sono stati invitati presso la nostra associazione ad una serie di mostre personali  su  “La poetica del Viandante”  iniziata a luglio 2013 e conclusa nella sua prima edizione il 6 febbraio 2016. In questa mostra dal titolo evocativo “Canto notturno del Viandante” potremmo vedere un insieme di opere pittoriche, accumunate da una rara armonia espositiva tesa a valorizzare nella diversità, ogni particolare talento espressivo del singolo artista.

 L’artista inteso come viandante porta nel suo nome l'idea del percorso, di una ricerca senza fine che si perde nei misteri del fare arte, nella ricerca di uno stile che diventerà riconoscibile per ogni artista per un particolare segno e motivo ricorrente che caratterizzerà la sua opera.

 

A sostegno dell’iniziativa  e per la divulgazione dell’arte nel nostro territorio, ogni artista ha realizzato alcune opere calcografiche a tiratura limitata. Le opere saranno ad offerta libera presso la sede del Museo del Territorio “Palazzo Locatelli” e presso la nostra Associazione per tutta la durata della mostra.

L’inaugurazione sarà accompagnata con performance vocali rinascimentali dall’Ensamble Vocale Sicut Lilium

Maria Chiara Ardolino Soprano

Vitelli Antonio Controtenore

Pier Filippo Rendina Tenore

Matteo Donda Basso

 e dalle riprese di Jan Devetak

 

 

Angeli e Abissi opere dal 2011 al 2015

Dono acrilico e olio su tela cm 120 x 80 anno 2011
Dono acrilico e olio su tela cm 120 x 80 anno 2011

Corpi che sembrano fluttuare in un magma uterino e indistinto sono avvolti in un sordo abisso che li culla. Queste tenebre rispecchiano il nostro stato d'animo risultandoci a tratti pacifiche, a tratti inquietanti. E' il tempo della profondità che disorienta. Il lavorio che narrano le pennellate di Marina Legovini, sembra avere a che fare con una vera e propria forma geologica della pittura. Ogni suo dipinto ha infatti un legame indissolubile con il tempo e richiede un'attenta osservazione delle pellicole pittoriche che sono state depositate nel corso di mesi o perfino anni, proprio come un sedimento stratigrafico. Si tratta di un modo di procedere che si impernia sull'esplicitazione di una dichiarazione e la sua successiva cancellazione, intervento che si compie sia attraverso censura per sovrapposizione che mediante lavaggio dello strato precedente. Si instaura un dialogo perpetuo tra l'artista e l'opera che sembrano narrarsi l'una all'altra, vicendevolmente, fino ad un ideale stato di calma che esaurisce questa comunicazione in un silenzio eloquente. Lo scambio così diviene superfluo: per Marina l'opera ad un dato momento, raggiunge un culmine enunciativo diventando efficace, finita.

 

Alice Ginaldi

curatrice indipendente