"Le notti del mito" dal 12 al 22 dicembre 2017

Le Notti del Mito sono un evento collettivo dislocato in tutta Italia che coinvolge poesia, narrativa e pittura. L'obiettivo della prima edizione del Festival è fare un focus, nei diversi punti di vista, sul Mito nella sua accezione più ampia ponendo la domanda (fondamentale): quanto è necessario oggi il mito? Cosa significa mito oggi?

A Gorizia il progetto vorrebbe includere, in collaborazione con l'Associazione Prologoart, un discorso artistico da svolgersi con una mostra a tema da inaugurarsi il 12 dicembre verso le 19 nei locali dell'Associazione, e una lettura di poesie a cura della Samuele Editore che include diversi poeti del territorio e non solo.

 

"Ulisse il Mito" acquerello su carta arches cm 38 x 52
"Ulisse il Mito" acquerello su carta arches cm 38 x 52

 

 LOdissea e le avventure del protagonista Ulisse, sono ancora oggi fra i miti intramontabili, per la potenza degli eventi che possono essere riletti in chiave contemporanea . I classici si offrono continuamente, come oracoli, alle nostre domande, ed è ai classici che ricorriamo per individuare gli strumenti di rappresentazione – se non di soluzione - delle tematiche che appartengono al nostro vissuto di oggi: 

 Migrazioni e migranti, viaggiatori viandanti, guerrieri per costrizione e volere di chi divinità più non è.

 

 

Biennale Internazionale Donna 2017

"Burrasca 2" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42
"Burrasca 2" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42

“Biennale Internazionale Donna”: un'esposizione "al femminile" per rilanciare il Porto Vecchio Eventi a Trieste

Inaugurazione di gran rilievo sabato 25 novembre, alle ore 12, al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, per la “Biennale Internazionale Donna”, un'esposizione realizzata dall'Associazione culturale Porto Arte, sorta nel 2003 per promuovere il recupero della zona portuale dismessa, in coorganizzazione con il Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura, con il supporto di Italia Nostra e il contributo dell'Ufficio della Consigliera di Parità di Trieste.
Si tratta di dare continuità alla “Biennale Diffusa” del 2011, si propone di dare visibilità alle molteplici espressività e capacità femminili; creando inoltre una speciale occasione di incontro internazionale fra le culture dei vari Paesi partecipanti – in questa edizione limitati all'area europea, ma già dal prossimo anno puntando a estendersi agli altri continenti – e andando a “collocarsi” nel particolare contesto di archeologia industriale del Porto Vecchio, con ciò intendendo dare anche un significativo contributo al riuso e rivalorizzazione dell'area.

Ben 130 opere sono state selezionate da una qualificata Giuria, composta da Maria Campitelli, Vittoria Alliata di Valguarnera, Vanja Strukelj, Barbara Fornasir e Marija Tonkovic.

 

L'esposizione, con un allestimento curato dalla stessa arch. Barbara Fornasir, si svilupperà nelle sale site al primo e al secondo piano del Magazzino 26 e sarà articolata in tre sezioni rispettivamente dedicate all'artigianato e arti applicate (moda, abbigliamento, accessori, arredamento, tappezzerie, decorazioni, oggettistica ecc.), alle arti nel senso più “classico” (ovvero a tutte le espressioni artistiche comprese tra musica, canto, poesia, pittura, scultura, ma anche fotografia, video, installazioni e performances diverse …) e all'imprenditoria femminile.
Il tutto nel dichiarato intento di porre in evidenza la creatività femminile in tutte le sue manifestazioni e far risaltare la capacità e la bravura anche di giovani poco conosciute, nel contempo favorendo un ritorno ai mestieri artistici e artigianali.

Galleria Esdè Concorso internazionale di acquerello 2017

"Burrasca" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42 opera finalista
"Burrasca" acquerello su carta arches cm 29,7 x 42 opera finalista

"Vento D'autunno" acquerelli solo show Leg Antiqua Gorizia 28 ottobre-26 novembre 2017

"Vento d'Autunno" acquerello su carta Arches cm 56 x 76
"Vento d'Autunno" acquerello su carta Arches cm 56 x 76

Dipingere l'essenza del luogo, paesaggi goriziani fra il "Giardino Viatori", il Carso e la Laguna di Grado 5 novembre 2016 e 8 aprile 2017

L’autunno in questi ultimi anni sta diventando la mia stagione preferita. Il tempo in cui tutto esplode con la sua ultima bellezza, come se la natura si fosse risparmiata tutto l’anno per il gran finale. Il bello di questa stagione è che, quando il mattino ci si sveglia la nebbia avvolge tutto lo spazio ma poco dopo, brutalmente, sembra ubriacarsi di sole. I colori esplodono e tutto un mondo prima verde, poi rosso e infine oro che ci propone questa stagione. E poi il cielo azzurro, azzurro ma anche grigio, e squarci di sole che rasserenano le giornate nelle lunghe passeggiate in riva al mare o in mezzo al bosco del Parco di Piuma o in quello maestoso di Ternovo.                                                                        Il mio mare è senza strade, i miei acquerelli senza spiegazioni se non quella suggestione d’animo inquieto e crepuscolare. Amo il mare, quando si esalta facendo roteare i gabbiani fra gli spruzzi in tutta la sua forza e bellezza. Amo il mare quando diventa torbido ai margini del cielo, si fa striscia d’un cupo impalpabile e lieve. All’orizzonte una grande nave, duemila passeggeri che credono di amare il mare da una balaustra. Poi, il riverbero del sole estivo mi conduce fra i rami del bosco che si fa più vaporoso e facile ad inaspettati incontri sl calar della sera. Un cervo appare nella sua maestosità e un ricordo mi affiora, mentre il cuore si riempie di questo dono inaspettato. Tempo fa ne parlavo con un amico a me molto caro, a proposito delle difficoltà del nostro lavoro di artisti. “Per Aspera ad Astra” dunque è il titolo che ho voluto dare a questo acquerello. E’ un fermo immagine ma anche un monito perché non ci sono scorciatoie e solo attraverso gli ostacoli si può aspirare a qualcosa di più alto, sino alle stelle.

"Fioritura" olio su tela cm 100 x 120 anno 2016
"Fioritura" olio su tela cm 100 x 120 anno 2016

 

 

Marina Legovini ha iniziato a dipingere i paesaggi su tela, dopo una serie di acquerelli en plein air, lungo le sponde dell'Isonzo sloveno e del Bacia proseguendo nel Giardino Viatori e nella Laguna di Grado.

Si pensa che l’acquerello altro non è che lo scorrere del colore e dell’acqua sul foglio bianco. Ma vi è, tuttavia, un significato ben più profondo, nel gesto dell’artista che nel riflesso dimostra la capacità di cogliere l’essenza di quell’istante di luce.

Come il poeta interviene con le parole e ne fa poesia, gli acquerelli di Marina Legovini sono racconti pittorici intimi che guardano all'essenza del luogo.

Tutte le opere, puntano a ghermire e imprigionare i colori, le atmosfere, l'attimo di un istante di luce 

Un risultato che oltre alla perizia dell’artista, sublima il suo rapporto diretto con il paesaggio, in un dialogo fra anima e natura. Belli e intensi gli acquerelli dedicati al "Giardino Viatori", intrecci di colori e di sfaccettature,innumerevoli e cangianti delle magnolie riflesse nell'acqua, definite con piccole pennellate poetiche in un istante variopinto e idilliaco, intimo e raccolto.E' invece la forza della natura dei colori del Carso e della  "Laguna di Grado" che rende unici le finestre su un paesaggio di un territorio nel quale si fondono le tavolozze più ardite, intrise di rossi, verdi gialli e mille sfumature di blu del mare.

Fonte di ispirazione per uno scenario ricchissimo di colori in continuo mutamento, gli acquerelli sapientemente dosati, catturano lo spettatore invitandolo a scoprire nei dettagli la magia del colore.

A tratti l'acqua corre veloce per poi rallentare e, quasi a comando delinea arbusti e barene fra lo stridio degli uccelli in volo. Si fa lenta sulla battigia, dove i bagnanti sostano mollemente adagiati, oppure attenti al calar della marea, nel catturare qualche piccolo abitante del mare fra le conchiglie e le piume portate dal vento.

Magia e suggestione di panorami visti con gli occhi dell'arte.

 

Margherita Reguitti 

 

 

Angeli e Abissi opere dal 2011 al 2015

Dono acrilico e olio su tela cm 120 x 80 anno 2011
Dono acrilico e olio su tela cm 120 x 80 anno 2011

Corpi che sembrano fluttuare in un magma uterino e indistinto sono avvolti in un sordo abisso che li culla. Queste tenebre rispecchiano il nostro stato d'animo risultandoci a tratti pacifiche, a tratti inquietanti. E' il tempo della profondità che disorienta. Il lavorio che narrano le pennellate di Marina Legovini, sembra avere a che fare con una vera e propria forma geologica della pittura. Ogni suo dipinto ha infatti un legame indissolubile con il tempo e richiede un'attenta osservazione delle pellicole pittoriche che sono state depositate nel corso di mesi o perfino anni, proprio come un sedimento stratigrafico. Si tratta di un modo di procedere che si impernia sull'esplicitazione di una dichiarazione e la sua successiva cancellazione, intervento che si compie sia attraverso censura per sovrapposizione che mediante lavaggio dello strato precedente. Si instaura un dialogo perpetuo tra l'artista e l'opera che sembrano narrarsi l'una all'altra, vicendevolmente, fino ad un ideale stato di calma che esaurisce questa comunicazione in un silenzio eloquente. Lo scambio così diviene superfluo: per Marina l'opera ad un dato momento, raggiunge un culmine enunciativo diventando efficace, finita.

 

Alice Ginaldi

curatrice indipendente